Uomo, 22 anni sotto effetto di Funghetti
Scritto in un luogo segreto
Ero in erasmus e decisi insieme al mio compagno di stanza di prendere 2.5 g di cubensis (per uno). Li prendemmo una sera verso le 21 ed andammo al parco insieme ad altri amici. Dato il basso dosaggio non avemmo forti allucinazioni, tranne colori più accesi e leggere visioni di frattali. Diventammo tristi ad un certo punto, e tornammo in stanza. Lì ci confessammo l'un l'altro il nostro stato d'animo e da quel momento iniziò un discorso lunghissimo che sarebbe durato fino alle 7 di mattina. Fu qualcosa di entusiasmante, laborioso e sorprendente, per quanto possa apparire banale. Lavorammo sui motivi della nostra tristezza; molte delle conslusioni a cui giungevamo avevano un carattere rivelativo e sembravano influenzare le nostre persone immediatamente. Provammo emozioni forti e contrastanti, liberatorie. Piangemmo e ridemmo. Da quella sera capii che gli allucinogeni sono qualcosa di molto diverso da ciò che mi aspettavo, e da ciò che penso sia l'opinione comune su queste droghe. Era la mia seconda esperienza con i funghi, e dopo ne avrei avute di altre. Ho deciso di raccontare proprio questa perché è stata una delle più significative, ma anche per spezzare i tanti luoghi comuni.