Uomo, 20 anni sotto effetto di LSD
Scritto a Bologna (Emilia-Romagna)
Ero una matricola di filosofia. Avevo vissuto fino ad allora a Napoli, Roma e Siviglia e dunque non ero abituato ai geli pungenti del febbraio bolognese: uscendo dal bar insieme ai miei amici quella sera venni colto dalla netta voglia di dileguarmi nel mio squallido e mal riscaldato appartamento. I miei coinquilini erano via per qualche ragione e nessuno, nemmeno la biondina di chimica con cui avevo maldestramente flirtato per tutta la sera, volle seguirmi. Rimasi solo. Mi calai un acido. Intrapresi un curioso percorso di scrittura automatica: davanti alla macchina battevo imponendomi di non pensare a cosa scrivessi, lasciandomi guidare completamente dall'ergot della segale cornuta. I maestri del pensiero occidentale mi osservavano dalle copertine dei miei libri, probabilmente disgustati. La mia composizione mi colava dal cervello alle dita sotto forma di una curiosa chimera metà esercizio algebrico metà immaginifica riproduzione di idoli cinematografici. I miei vent'anni diventavano i vent'anni di Woody Allen in Bananas, di Lucy Liu in Kill Bill. Per oltrepassare le porte dovevo svolgere funzioni di secondo grado. Il prodotto di quella notte fu l'incipit del mio primo romanzo.