Ho iniziato a fare uso di cannabis quando avevo 14 anni, sono sempre stata 'problematica', sono andata da diversi psicologi perché ho iniziato ad avere allucinazioni e tutti mi hanno consigliato di vedere uno psichiatra, ma mi sono sempre rifiutata per pregiudizio. A 19 anni mi viene diagnosticato il disturbo bipolare a cicli rapidi: Ero in cura con stabilizzanti dell'umore e antidepressivi , dopo 6 mesi decido di non prendere più farmaci e sprofondo in una enorme depressione che mi porta a tornare dallo specialista e riprendo la terapia. Non sono mai stata sincera neanche con il secondo psichiatra, che riconferma la diagnosi e sostituisce l'antidepressivo con un antipsicotico. A distanza di 3 anni mi viene diagnosticato un disturbo misto dell'umore dal 3 specialista a cui ho detto tutta la verità su come mi sento. E la verità è che nel mio caso la cannabis era solo un rifugio per scappare dai pensieri del mio cervello, un modo per calmarmi quando mi sento scoppiare di rabbia, e anche un modo per consolarmi quando sono molto triste. Allo stesso tempo mi aiuta a fare introspezione e a riflettere quando prima non ne ero in grado: un palliativo a cui ricordo quando sono esausta (sempre)
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